IL PIACERE DEL MALE
“Il
Piacere del Male”
Alice
guardava Isabella. Sedevano una di fronte all’altra nel suo bel
salotto dell’Upper East Side di New York a sorseggiare un maturo
Borgogna. Da sotto le ciglia si era trovata ad osservare, forse per
la prima volta, che lei non era ciò che si poteva definire una
bellezza, ma aveva classe, portamento ed un’intelligenza non
comune.
Era
pomeriggio e Isabella si era presentata alla soglia dell’amica con
fare che non lasciava spazio a dubbi o a domande.
“Oh
Isabella, mi dispiace tanto.”
Isabella
distolse a fatica lo sguardo dal panorama che le dava la grande
finestra accanto a lei, ma non lo guardava, era abituata a tali
viste, tutto era nella norma per lei, persino il tono di compianto
nella voce di Alice.
“È
stato… devastante.”
“Chi…
chi è lei?”
Isabella
la guardò apertamente “Lei?”, si strinse nelle spalle e cercò
le parole adatte “Non si tratta di lei, non lo so, non so chi sia,
non mi interessa, è che è stato tutto così strano.”
“Come
non sai chi è? Che vuol dire che è stato strano? A me non sembra
poi così strano. Edward ti ha tradita, più chiaro di così, non
saprei cosa possa esserci.”
Isabella
si voltò di nuovo verso la finestra. Nella sua mente le immagini di
tutti quei video trovati la sera prima per caso, quando aveva urtato
il mouse del portatile di Edward e lo schermo si era aperto sulla
videata del desktop. Edward non lasciava mai computer o cellulare
sbloccati. Mai. Avevano persino giocato una volta, mentre lei si
lasciava fottere su quella stessa scrivania mentre lui le sussurrava
roco quanto lo eccitasse e quanto amava sporcarla. Sporcarla. Gli
piaceva moltissimo rovinare i suoi abiti costosi. Giocavano e lei gli
chiese cosa ci fosse di tanto segreto nel suo computer e lui la
guardava quasi famelico mentre le rispondeva che lì dentro c’era
la sua vita e che lei, solo lei era la sua linfa vitale. E ora non
poteva fare a meno di chiedersi quante altre aveva sporcato.
Si era seduta a osservare quelle piccole cartelle gialle con quei
nomi così curiosi, ma così rivelatori. ‘Vic-03’, ‘Ros-01’,
‘Ang-01’, ‘Jes-02’.
Aprendo
le cartelle si rese subito conto che le sigle erano nomi di donna e i
numeri non erano altro che dei progressivi, laddove esistessero altri
files con lo stesso soggetto.
Tutti
video.
Tutti
di rapporti sessuali.
Tutti
con lui come protagonista maschile.
Tutti
visti da Isabella.
“Non
ricordo nemmeno chi c’è in quei video, sono tanti.”
“Vuol
dire che… li hai visti tutti? Ma perché? Perché Isabella? Ti sei
fatta del male inutilmente! E non sai nemmeno con chi prendertela.”
Aveva mormorato Alice in conclusione.
“Prendermela?
Oh, ma io non voglio prendermela con nessuno.”
“Senti,
mi stai preoccupando. Non mi piace questo tono, sembri fredda e io so
che non lo sei. Non avrai mica intenzione di fare qualche
sciocchezza, vero?”
Isabella
avvicinò il bicchiere contenente ancora un po’ di quel corposo
liquido rubineo e dopo averlo buttato giù d’un sorso, posò il
calice e si mise più comoda.
“Ti
voglio raccontare chi è Edward, Alice.”
“Ah…
Bella…”
“Ti
prego, fammi dire.”
Dopo
aver battuto le mani sulle cosce in chiaro segno di resa, lasciò
continuare Isabella.
“Sì,
lo so che sai chi è. Lo sanno tutti chi è. Io stessa sapevo a cosa
andavo incontro quando mi ci sono messa insieme. All’inizio non
potevo nemmeno crederci. Bellissimo, affascinante, colto. L’uomo
dal terzo occhio, così lo chiamavano i dirigenti alla Cullen
Industries per le sue facoltà di capire sempre in anticipo le mosse
giuste da fare. Gli uomini. Le donne lo chiamavano l’uomo dalla
terza gamba, titolo molto ben meritato. Certo, ora che sono sua
moglie questi commenti non li sento più e ne sono… ne ero ben
felice dato che Edward era tutto per me, lui, il suo fascino e la sua
terza gamba. Alice, tutti questi appellativi non sono ciò che Edward
è davvero. E non è un Dorian Gray, Edward non diventa orrendo in un
ritratto in maniera direttamente proporzionale ai suoi peccati.
Edward è
i suoi peccati.”
Le
due amiche si guardarono a lungo, l’una per cercare di far
comprendere e l’altra per cercare di capire dove l’argomento si
stava dirigendo.
“Dimmi
Alice, cosa ti piace fisicamente di Edward?”
Alice
guardò l’amica come se fosse diventata matta.
“E
dai, su, fammi contenta.”
“Ah…
Non lo so. E’ un bell’uomo, ha dei begli occhi.”
Isabella
rise, “Begli occhi? Begli occhi? Sai fare meglio di così. Mezzo
pianeta ha dei begli occhi, ma non Edward. Hai mai visto occhi così?
Così intensi, così comunicativi, così curiosi… così sensuali?
No che non li hai mai visti, altrimenti adesso staresti scopando con
degli occhi così. Oh sì. Peccato che ci sia io qui, eh?”
A
quest’ultima frase Alice sobbalzò lievemente, “Che vuoi dire?
Ora mi stai facendo sentire a disagio, chi ti dice che non abbia
trovato occhi così?”
“Nessuno,
nessuno, Alice… Voglio solo dirti che Edward è capacissimo di
scoparti con gli occhi. Solo quelli. Ed ecco il primo orgasmo.
Nessuno è capace di guardarti come lui. Quando sei con lui, tu sei
la cosa più importante del mondo e ti senti una dea, perché
catturare quello sguardo lì significa avere vinto tutto. Anche per
una sola volta.”
“Ma
con te non è stata una sola volta.” Concluse Alice.
“No.
E non ho avuto solo sesso con quegli occhi. E non ho avuto solo gli
occhi. Parliamo della sua bocca.”
“Oh
Dio, Bella…”
“Sì,
è esattamente quello che dice ogni volta che lo scopo. Quello che
esce fuori da quelle labbra… Lui incanta platee con quello che dice
e incanta vagine con quello che fa quella bocca. Sembra fatta apposta
per quello. E se può essere violento o dolce con le parole, lo è
altrettanto quando le usa sul tuo corpo. Ed ecco il secondo orgasmo.”
Alice
si versò altro vino. Isabella sorrise lievemente al pensiero che in
quel momento le ricordava molto Cersei Lannister che consumava tutti
i vitigni del regno per affogare le sue frustrazioni.
“Profilo.
Zigomi. Mandibola. Edward ha un volto perfetto. Il DNA che ogni donna
sana di mente cerca per la riproduzione. O, se non pensa alla prole,
almeno per il divertimento estremo. È
un po’ come paracadutarsi, con l’adrenalina ai massimi livelli,
la sensazione di potenza e la paura che non ti si apra il paracadute,
solo che il paracadute con Edward è piccolo e sottile perché ti fai
sempre male.”
“E
tu sapevi di farti male?” Sussurrò Alice.
“Certo.
Fin dal primo giorno. Fin al primo sguardo. Fin dal primo orgasmo nel
bagno del mio ufficio. Da sola.”
Eravamo
in ascensore pressati come sardine. Non so come, ero finita accanto a
Edward Cullen e guardavamo entrambi in direzione delle porte,
nonostante fossimo circondati da teste che ne ostruivano parzialmente
la vista. Beh, forse non a lui, visto che non solo era il più bello,
ma anche il più alto. Sobbalzai alla distanza un po’ troppo
ravvicinata di Newton al mio sedere, al che Edward si girò verso di
me incuriosito e mi trafisse con il suo sguardo inquisitivo e
profondo, dolce ma indelicato,intrusivo, quello stesso sguardo che in
un attimo diventò duro e gelido verso Newton, e determinato subito
dopo quando mi mise una mano protettiva sulla schiena per
accompagnarmi fuori dall’ascensore. Mi sentii assurdamente un sua
proprietà. E ne fui elettrizzata.
Un
clangore ruppe il silenzio intervenuto dopo la rivelazione di
Isabella che alzò le sopracciglia non troppo turbata.
“Non
preoccuparti. Stanno facendo una ristrutturazione al piano di sopra.
Sarà caduto qualcosa.” Alice aveva spiegato con un incerto gesto
della mano.
“Mh,
può darsi. Alice, hai mai notato le mani di Edward?”
Alice
aggrottò la fronte “Le mani? Perché”
“Sono
lunghe, affusolate, nervose. Sempre alla ricerca di qualcosa da
toccare. Da toccare e da percepire con tutte le dita. Hai mai fatto
caso come spesso le mani maschili siano rigide nei movimenti? A volte
ci sono uomini bellissimi ma con mani tozze. Quelle di Edward non
sono certo femminili, ma hanno una curiosità quasi femminile, non
trovi? Edward usa molto le mani nel sesso e con quelle lunghe dita sa
fare cose che in molti si possono solo sognare, sai? Riesci ad
immaginartelo… Alice? Riesci ad immaginare il terzo orgasmo?”
“No.
E non voglio immaginarmelo. Bella, non so dove vuoi arrivare, ma
Edward ti ha tradito, è un porco e tu devi dimenticarlo.” Alice le
rispose quasi in disgusto, distogliendo lo sguardo dall’amica come
se quelle immagini suggeritele fossero insopportabili.
“Sì,
può darsi… Ma tutto quello che ti ho detto ora è solo il suo
involucro, Alice. Ciò che rende Edward così è ciò che ha dentro.
Edward non è un uomo normale,”
Alice
aveva sbuffato in derisione. Era piuttosto ovvio che stavano parlando
di un uomo non comune, chiunque avrebbe potuto testimoniarlo.
Isabella
proseguì imperterrita “È
un genio. Ha delle capacità quasi sovrumane ed è estremamente
carnale in ogni cosa. Usa tutti i suoi sensi quando si appassiona.
Ecco cosa lo rende tanto affascinante. È
tattile quando spiega le sue strategie, gesticola, tocca, disegna, è
tattile quando usa il tuo corpo per darsi piacere, un semplice tocco
ed è lui che gode; è visivo quando progetta, quando osserva
qualcuno o qualcosa intensamente per capire e per visualizzare ciò
che sarà, è visivo quando ti sta strappando i vestiti di dosso e ti
comunica il suo piacere solo con gli occhi; è olfattivo quando
pregusta una vittoria o quando percepisce la tua eccitazione…
quando gusta
e mormora la sua resa… quando sente
i tuoi gemiti e viene per questo…”
“Cazzo,
Isabella, non-non c’è bisogno che mi racconti tutte queste cose.”
“Oh
sì, invece. Edward è un uomo altamente sensoriale, e non è
paragonabile a niente e nessuno.” Concluse Isabella guardando
l’amica direttamente negli occhi.
“Sei
innamorata. Sei davvero innamorata… Sai, a volte ti muovi e ti
comporti come lui. Hai i suoi stessi sguardi… Capisco perché non
ti abbia mai lasciata… Voi siete… uguali…”
Isabella
aveva accavallato le gambe. Era vestita in maniera informale, ma era
come se ora fosse nel bel mezzo di un meeting importante.
“Quei
video… Vedi, Alice, non ho smesso di guardare quei video perché…
beh, all’inizio mi ero fissata sulle partner, mi ero davvero
sentita tradita, cazzo, mi sento tradita, ma mi ero anche sentita
inadeguata, non abbastanza bella, non abbastanza brava… non
abbastanza tutto. Guardavo quelle donne e le vedevo più belle di me,
più appetibili di me. Le prime due… poi qualcosa è cambiato, non
ho potuto fare a meno di guardare lui, di fissarmi su di lui, per
cercare di capire, per vedere… e per farmi deliberatamente del
male. E non sono riuscita a capire perché io non ho un mio file.
Perché io non ci sono lì dentro? Perché non me l’ha mai chiesto?
L’avrei fatto e lui lo sa.”
“Forse
non vuole farlo con te. Forse sei diversa per lui. Non che questo lo
giustifichi, ma è chiaro che anche dal numero delle” Alice si
schiarì la voce, “performance, quelle donne sono solo di
passaggio, non importanti…” alle sue stesse parole Alice aveva
assunto un’aria quasi preoccupata, come se anch’essa cercasse una
spiegazione importante per lei.
“Sta
di fatto che ho guardato mio marito fare sesso con altre donne e…
mi ha eccitata a morte.”
“Cosa?
Sei diventata matta?”
“No.
Mi sono masturbata guardandolo. E mi sono anche fatta male.”
“Oh
Dio…”
“Alice,
lo so che ci sei andata a letto.”
“Cosa?!
No! Che dici!”
“Oh
su,” Isabella si versò dell’altro vino. Dopotutto anche lei era
un po’ Cersei Lannister, magari non si scopava il fratello, ma si
sarebbe cavalcata il marito all’ultimo respiro nonostante le corna,
“Non mi sembra di averti visto in video, ma sono piuttosto sicura
di quello che dico. Siamo amiche, ne abbiamo passate tante insieme e
non ti biasimo. Come ti ho detto prima, peccato che io sia qui dato
che anche ora ti vorresti scopare mio marito.”
“Oh,
Bella… mi-mi dispiace, io-io… credimi, io non ti ho mai mentito,
a parte per questa cosa, non so perché l’ho fatto.”
“Allora
non mi hai ascoltato. Ti ho elencato dettagliatamente tutti i motivi
del perché lo hai fatto. E ti do un’informazione gratis: Edward
non ha mai smesso di scopare con me e non lo fa quando viene a letto
la sera, o perché deve, o per assolvere i suoi doveri coniugali. E
non lo fa con ripetitività o perché vuole svuotarsi le palle. È
carnale, possessivo e magnifico quando mi scopa e non c’è una sola
singola volta che non mi lasci senza fiato. Io non amo Edward, amore
non è una parola adatta a noi, è qualcosa di più potente e
indefinibile, non ha un nome, ma ha un’intensità senza della quale
morirei. E, se vogliamo ricondurre le cose all’amore per tuo
diletto, lui mi dice che mi ama ogni cazzo di volta e lo fa con una
tale passione che mi mette in ginocchio. Anche letteralmente. E non
l’ho mai sentito pronunciare queste parole in nessun video. Te
l’ha mai detto, Alice?”
“No.”
Sussurrò lei sconfitta. “Cosa farai ora? Lo lascerai? Mi
rivolgerai ancora la parola?”
“Non
farò proprio niente. Io morirei senza Edward e se lui si stancasse
di me, non farei scenate, non si può fermare un uragano chiudendo
una finestra e io vivo per essere trascinata via da quell’uragano,
il bel tempo non fa per me. E credo che questo Edward lo sappia bene.
Edward è fuoco e ghiaccio, è ossessione, è determinazione,
sofferenza, estasi e distruzione. A Edward eccita ciò che lo
sconvolge e lo tormenta. Lui è il mio tormento. Io sono il suo
tormento. Mi chiama così quando viene.”
Alice
sedeva sconfitta e atterrita da quella situazione assurda, sotto lo
sguardo quasi compiaciuto dell’amica tradita su due fronti.
Isabella
si alzò e, accompagnata da una Alice più che sconvolta, si avvicinò
alla porta dell’appartamento, non prima di aver lanciato una rapida
occhiata alla bellissima porta francese che divideva il salotto dalla
stanza da letto.
“Mi
ha fatto bene parlare con te. Ho capito quello che mi ero chiesta per
tutte quelle ore davanti a quelle immagini.” Le disse con finalità
mentre apriva la porta.
“Cosa?”
Isabella
si voltò lievemente verso Alice “Io sono la sua linfa vitale. Quel
computer lasciato incustodito… quei video erano diretti a me.”
Alice
la guardò con orrore. “ È
assurdo… voi due siete fuori di testa.”
Isabella
sogghignò. “Forse. Domani per il solito caffè?” Domandò
Isabella come se nulla fosse mai successo.
“Oh…
certo.” Sorrise debolmente Alice, felice di non aver perso l’amica
ma turbata dall’incongruenza di ciò che era accaduto in
quell’ultima ora.
Richiusa
la porta, Alice si diresse verso la camera da letto e ne aprì le
porte rivelando un Edward pensieroso di fronte alla finestra.
“Siete
due pazzi.”
Edward
si voltò a guardarla e con gran sorpresa di Alice non era né
turbato né dispiaciuto, aveva però un guizzo diabolico che non
aveva mai notato prima nello sguardo.
“Edward…”
“Cosa?
Non vuoi più scopare?” Ghignò avvicinandosi a lei.
“Sei
diventato matto? Non possiamo più farlo!”
“Ah
no?” Le accarezzò il viso delicatamente e con l’altra mano le
sciolse uno dei nastri sulle spalline del suo vestito. Si chinò per
baciarle il viso poi il collo e nella mente di Alice si
riaffacciarono le puntuali descrizioni di Isabella riguardo alle mani
e alla bocca del marito.
“Non
mi hai mai detto che mi ami.” Chiese flebilmente Alice.
“Perché
non ti amo.” Rispose con voce di velluto, diventando più
insistente nei movimenti, cingendola con il corpo sinuoso e
portandola lentamente ai piedi del letto.
“Ora
ti scoperò piccola Alice, e penserò a Isabella tutto il tempo,
penserò al fatto che si sia masturbata davanti ai miei video, poi
andrò a casa e la scoperò fino a farla rimanere senza fiato.”
*

Perversione a mille...triplo tradimento e pura follia. Tradita dal marito (ripetutamente) Tradita dall'amica (ripetutamente) e dopo esser stati scoperti continuano e lei ne gode??? È matta! Ha perso il senno della ragione! Non riesco a spiegarlo altrimenti!
RispondiEliminaBellissimo il viaggio sensoriale alla scoperta di Edward!
Per cortesia evitate di soffermarvi su i video da 'Geo-01' a 'Geo-1000', sono semplice e pura fantasia!
Georgia
Ahahahahaha... Anche i video da Cri-01 a Cri -1000 sono photoshoppati! Lo giuro!
EliminaParticolare e molto passionale! La descrizione di Edward da parte di Bella è superlativa! Mi sono innamorata di lui ancora una volta anche se è un trombor! Sottile come storia e mi è piaciuta tantissimo! Mentre leggevo pensavo che Bella fosse una folle ma poi ho capito... Sono una coppia particolare che non reputa il rapporto carnale unito all'amore, ma le sottigliezze che differenziano un rapporto fine a sé stesso con un rapporto completo... Il fatto che solo a lei dica che la ama, che solo con lei non fa filmini e solo lei ha sposato... Lui la ama e lei lo ama..
RispondiEliminaTutte le altre sono solo uno svuotamento di palle... E ci sta!
Il viaggio sensoriale alla scoperta di Edward è favoloso, complimenti all'autrice per l'accuratezza e la precisione. Bella è capibile: come puoi rinunciare a tutto questo? Sarei però curiosa di sapere se Edward le farà capire di sapere...
RispondiEliminaGrazie per aver condiviso questa storia con noi
Un viaggio veramente oscuro nel tradimento, ma soprattutto nelle perversioni di Edward. Isabella lo descrive magnificamente elencando tutti i suoi modi di fare l'amore a 360 gradi.
RispondiEliminaNotevole!
Ha ragione Alice, questi so du matti: lui evidentemente ha bisogno di tenere legata a sé la vittima come veicolo di sublimazione delle sue perversioni, senza delle quali sembra non riesca a provare quel livello di piacere che gli serve, e lei entra volontariamente a far parte di questo gioco malato per paura di perderlo, o forse perchè in fondo lei e come lui e lo sa. E anche lui lo sa. Oh, beh, magari si sono trovati :) Comunque data a descrizione di Edward, ci sarei stata anch'io.
RispondiElimina-Sparv-
Dunque dunque dunque... qui siamo davvero di fronte alla perversione più pura, quella che coniuga l'atto fisico alla deviazione psichica. Dalla descrizione di Edward comunque posso dire soltanto una cosa su Abbella.... ABBELLA UNA DI NOI!!! A parte gli scherzi, storia parecchio dark e angosciante, mi ha lasciata con uno strano senso di inquietudine.
RispondiEliminaComplimenti a chi l'ha scritta! Ha un futuro come scrittrice di storie erotiche/ dark/ psicologiche.
Cristina.
Ammazza che perverso questo racconto! Visione molto interessante del tradimento in tutti i sensi. Particolarissimo e ben scritto. Complimenti
RispondiEliminaAl "clangore nell'altra stanza" avevo capito che Edward era presente e sentiva tutto quello che le due amiche stavano dicendo.
RispondiEliminaMinchia però!!! Tradimento a go go, scritto superbamente e con descrizioni dettagliate di particolari di un maschio che, ahimé, è sconvolgente come nessuno!!
Mi è piaciuta moltissimo, complimentoni a chi ha tirato fuori questo gioiellino inquietante.
Mi sembra di intuire che per descrivere Edward tu ti sia ispirata a qualcuno... Comunque questa storia è bella potente, sembra di sentire le parole di Bella nelle orecchie e la sua perversione nelle viscere, i suoi monologhi potrebbero essere benissimo parti di uno spettacolo teatrale.
RispondiEliminaMeravigliosa!!!
Aleuname.
Questa storia credo sia la più "particolare" tra tutte. Qui non c'è solo tradimento, c'è un legame indissolubile tra Bella e Edward che rasenta (o forse la supera abbondantemente) la follia. Sono entrambi fuori di testa. Non capisco se Bella è succube di Edward o se è come lui per accettare tutto questo. Certo lui ama solo lei, ma nel frattempo continua a scoparsi tutto ciò che respira. Boh!
RispondiEliminaBella, bellissima storia davvero. Le descrizioni di Bella mi hanno fatto venire i brividi.
Bravissima, complimenti e grazie.
A quanto pare il mio commento è sparito... mah
RispondiEliminaComunque mi piace questo tradimento perverso, ho amato ovviamente la descrizione con annessi orgasmi multipli di Edward, ho vissuto le sensazioni e perfino il sapore del vino...
Complimenti e grazie.
JB
Wow la descrizione dei pregi di Edward elencati mi ricorda qualcuno ehehe ;-) E comunque questi due sono davvero pazzi e questo rapporto lo dimostra perchè non c'entra solo il tradimento "fisico" ma qui c'è in gioco anche la psicologia dei due e come si riflette la cosa nel loro rapporto..
RispondiEliminaRosa DM