OPS!
OPS!
Un
fastidioso raggio di sole filtra dalla finestra direttamente sul mio
viso, svegliandomi. Brontolando per non aver pensato a chiudere le
tende, mi copro gli occhi con un braccio cercando di riaddormentarmi,
ma sorrido appena l’aroma del caffè e il delizioso profumo di
brioches riempie la stanza.
Apro
un occhio solo e la mia giornata si illumina nel vedere mio marito,
appoggiato allo stipite della porta, con un vassoio imbandito tra le
mani.
«Spero
tu abbia fame» esclama avvicinandosi con passo felino e posando il
vassoio sul letto. Annuisco con gli occhi incatenati ai suoi senza
riuscire a distoglierli. Sono anni che siamo sposati, ma non mi sono
ancora abituata alla sua bellezza. Soprattutto quella mattutina, con
i capelli ancora scompigliati dal cuscino, gli occhi leggermente
assonnati, la voce arrochita ed il petto ancora nudo.
Allungo
la mano per accarezzargli il torace e seguo la linea dei pettorali
scolpiti scendendo con lentezza verso gli addominali. «La colazione
può aspettare.» mormoro umettandomi le labbra in maniera
provocante. Lui però, ferma la mia mano e sorride, scuotendo il
capo.
«Mi
sono svegliato presto per prepararti la colazione.» mi ammonisce in
maniera scherzosa, porgendomi la brioches che addento direttamente
dalle sue mani.
Mangiamo
senza smettere di scambiarci sguardi pieni di desiderio e, nemmeno il
tempo di bere l’ultimo sorso di caffè, che mi ritrovo sdraiata
sotto il suo corpo scultoreo.
Mi
bacia le palpebre, le guance ed il collo, mentre con una mano mi
sfiora il fianco e con l’altra si sostiene per non pesarmi.
Lo
attraggo a me e lo imprigiono incrociando le gambe sulla sua schiena.
Ci baciamo come se fosse l’unico modo per respirare mentre le
nostre mani vagano le une sul corpo dell’altro come se fosse la
prima volta. Le nostre lingue lottano e danzano in un misto di
passione e amore, mentre i nostri corpi si uniscono con lentezza e
devozione. Ci amiamo assaporando al massimo ogni momento fino a
raggiungere il piacere insieme.
«Ti
amo.» sussurra mentre è ancora in me, con la fronte appoggiata alla
mia.
«Anch’io»
rispondo stringendolo e godendo della sensazione del suo corpo che
preme sul mio.
Cerca
di spostarsi, ma è talmente bella la sensazione di averlo in me che
lo trattengo. «Rimani ancora così.» mormoro stringendolo tra le
gambe per rafforzare il concetto. Lui annuisce e sorride, dandomi un
bacio sulla fronte, «Non ho nessuna intenzione di muovermi di qua.»
Basta
uno sguardo per riaccendere in noi il desiderio. Le nostre lingue si
cercano dolcemente, ma il suono del campanello spezza l’atmosfera.
Cerchiamo di ignorare lo scampanellio insistente, ma un trillo lungo
e fastidioso fa imprecare mio marito che, sbuffando, si alza. Dopo
aver indossato al volo i pantaloni, si dirige all’ingresso
lasciandomi sola, nuda e insoddisfatta nel letto.
«Edward!»
L’esclamazione
mi fa alzare di scatto, indossare la vestaglia e correre in salotto,
dove trovo mio marito abbracciato al suo miglior amico. Rimango in
silenzio, con le braccia incrociate sul petto, e sorrido nel rivedere
la tenera scena famigliare.
Dopo
aver assistito a un lungo scambio di affettuose pacche sulle spalle,
mi schiarisco la voce ed entrambi si voltano verso di me. Edward mi
lascia senza fiato, come sempre. È un ragazzo alto e slanciato, con
spalle ampie e capelli sconvolti da far invidia a quelli di mio
marito. I suoi occhi verdi mi penetrano come se potesse leggermi
l’anima e il suo sorriso sghembo, mentre mi saluta, ha un effetto
devastante per la mia libido, insoddisfatta proprio a causa sua.
«Bella!»
mi saluta abbracciandomi calorosamente. Dopo alcuni secondi si
allontana guardandomi con estrema lentezza dalla testa ai piedi. Il
suo sguardo penetrante mi fa sentire nuda, come se non indossassi
neppure la vestaglia, poi arrossisce e si schiarisce la voce:
«Forse è meglio che adesso vada. La prossima volta mi ricorderò di
telefonare prima di presentarmi alla vostra porta.» esclama
spostando velocemente lo sguardo su mio marito e passandosi
nervosamente la mano tra i capelli.
«Ma
cosa dici?» chiede Emmett, posandogli una mano sul braccio.
«Beh…
credo di aver interrotto… qualcosa» risponde con un sorrisetto
impertinente, ammiccando al nostro abbigliamento succinto. Emmett
scoppia a ridere e lo spinge verso la cucina, dove ci sono ancora le
tracce della mia colazione a sorpresa. «Non dire idiozie! Piuttosto
unisciti a noi, stavamo facendo colazione!»
Mentre
mangiamo, Edward inizia a raccontare del suo ultimo viaggio: le
persone strane e folli che ha conosciuto, le avventure che ha
vissuto. Durante la descrizione di un villaggio sperduto nella
foresta amazzonica, Edward si rabbuia e lancia uno sguardo che non
riesco a decifrare verso mio marito.
«Ho
visto luoghi bellissimi … ho conosciuto moltissime persone ma, alla
fine, sento
che
quello che ho cercato in lungo e largo per il mondo… sia
qui…
credo che sia sempre stato qui…»
Emmett
lo fissa sorpreso ed Edward annuisce con un sorriso amaro. Li guardo
entrambi per capire di chi o cosa stia parlando, ma Emmett cambia
discorso, si alza dal tavolo e lo invitandolo
a una partita a biliardo nel pub vicino casa, lasciandomi con la
curiosità.
***
Come
ogni volta che Edward è in città, rimane a dormire da noi e non
potrebbe essere altrimenti: per mio marito è il fratello che non ha
mai avuto. È il suo confidente, l’amico con il quale è cresciuto
ed ha fatto tutte le esperienze. Sono sempre stati insieme e non
esiste aneddoto del loro passato che non riguardi entrambi.
Potrebbe
sembrar strano che due ragazzi così diversi siano tanto uniti… Mio
marito è l’emblema dell’allegria: sempre sorridente, con la
battuta pronta e, anche nei momenti più difficili, riesce sempre a
trovare una soluzione. Mi sono innamorata di lui grazie alla sua
risata e al suo essere pieno di vita. Non sapeva ancora il mio nome,
che mi aveva già fatta volteggiare stritolandomi nel suo abbraccio
per aver vinto una semplice partita a freccette. La sera che l’ho
conosciuto era insieme a Edward, stavano giocando ed io mi sono
avvicinata attratta dalla risata di Emmett. Era una serata difficile
per me: avevo appena discusso con mio padre e l’università alla
quale avevo fatto domanda non mi aveva accettata. Sentire la sua
risata è stato come trovare un faro nel buio della notte, che mi ha
attirata come se fossi una falena…
e
da allora non sono più riuscita a fare a meno di lui.
Edward,
invece, è l’opposto:
sempre
serio, introverso e con lo sguardo pensieroso. È molto colto e,
grazie al suo lavoro, conosce il mondo come pochi, ma è difficile
vederlo sorridere se non grazie a mio marito.
I
miei rapporti con lui non sono sempre stati buoni. Adesso siamo amici
e la sua presenza in casa nostra non mi disturba più, ma i primi
tempi che stavo con Emmett, Edward non perdeva occasione per farmi
notare i miei difetti e molte volte abbiamo litigato a causa della
sua lingua tagliente. Emmett è riuscito a farci avvicinare e, solo
per l’affetto che proviamo per lui, io e Edward abbiamo deciso di
seppellire l’ascia di guerra, anche se non ho mai capito il perché
Edward fosse così prevenuto nei miei confronti.
***
Dopo
cena ci accomodiamo sul divano per continuare ad ascoltare le
avventure di Edward, e mentre loro chiacchierano allegramente, io mi
appisolo cullata dalle loro voci… “oh, Emmett, dovevi vedere che
bomba era la tipa” “Il marito era d’accordo…” “Tutti
nudi, solo una collana…”
Mio
marito sorride guardandomi malizioso. Si china su di me e, con una
leggera spinta, mi fa coricare sull’erba, che mi solletica la
schiena nuda.
Sorrido e mi mordo le labbra pregustando il momento in cui saremo una
cosa sola. Emmett mormora qualcosa di incomprensibile e, senza
smettere di guardarmi negli occhi, unisce le labbra alle mie e le
nostre lingue iniziano una danza dolce e sensuale. Chiudo gli occhi
lasciandomi trascinare da quelle emozioni che fanno nascere in me una
passione sempre più forte. La danza si trasforma in lotta, il suo
corpo si stringe al mio con forza e passione. Le sue mani vagano
bramose sul mio corpo, strizzandomi i seni e scendendo verso il mio
centro, accendendomi di desiderio. Mentre mi penetra con
un’aggressività che mi toglie il fiato, mi afferra per i capelli
in maniera brusca facendomi inclinare la testa di lato ed esporre il
collo. Apro gli occhi confusa e, scioccata, fisso gli occhi pieni di
eccitazione di Edward che mi guardano sfidandomi ad allontanarlo,
mentre il suo corpo dondola sopra di me. Non riesco a staccare lo
sguardo da lui neppure quando l’orgasmo mi travolge.
Mi
sveglio di soprassalto cercando di trattenere un grido per quanto il
sogno sembrasse reale. Mi guardo attorno e sospiro di sollievo
vedendo il viso rilassato e dolce di mio marito, addormentato al mio
fianco. Lo faccio stendere sulla schiena e poso la testa sul suo
torace, per farmi cullare dal battito del suo cuore cercando di
allontanare il sogno e la sensazione di inquietudine che mi ha
lasciato addosso.
***
«Buongiorno!
Dormito bene?» chiede Emmett con uno sbadiglio, entrando in cucina
con addosso solo un paio di pantaloni. Gli lancio uno sguardo di
sfuggita, ma i ricordi del sogno di ieri notte ritornano
prepotentemente a galla provocandomi uno strano.
Annuisco
e mi volto verso il fornello con la scusa di terminare di preparare
il caffè.
«Tutto
bene?» chiede venendomi vicino ed io annuisco di nuovo. «Ehi!
Amore…» sussurra spostandomi una ciocca di capelli. Mi accarezza
il collo scendendo con dolcezza lungo la schiena, procurandomi un
brivido e facendo tornare vivide le sensazioni di quel maledetto
sogno. Mi allontano come se mi fossi scottata e lui mi guarda
confuso, rimanendo con la mano ancora a mezz’aria.
«Scusa.»
mormoro posando le tazze per la colazione sul tavolo «No, non ho
dormito bene» rispondo, sedendomi a tavola.
«Un
incubo?» chiede, accomodandosi accanto a me e posandomi una mano
sulla spalla. Al suo tocco rabbrividisco come se mi sentissi in colpa
per un tradimento che non ho fatto.
«Era
così brutto? Vuoi che guardiamo sotto il letto, così vedi che il
mostro cattivo se n’è andato via?» mi canzona con un’espressione
divertita ed io, offesa, gli do uno schiaffetto sul braccio.
«Il
mostro
che mi ha importunato questa notte non lo trovi sotto
il letto…» rispondo acida, rendendomi conto troppo tardi d’aver
detto troppo.
«Mmmh…»
s’appoggia un dito sul mento assumendo una buffa espressione
pensierosa, «Quindi nel tuo sogno eri con qualcuno…» esclama,
sollevando le sopracciglia «E cosa avete fatto?»
«Niente!»
Urlo, scuotendo la testa con vigore.
Emmett
scoppia a ridere «E questo… niente
ti è piaciuto? Non ero io… e ti è piaciuto?» mi chiede tra
l’offeso e il divertito.
Avvampo
e cerco di allontanarmi con la scusa di posare le tazze nel lavello,
ma lui mi trattiene. «E chi è il fortunato che ha potuto godere di
mia moglie?» chiede facendomi sedere sulle sue gambe e stringendomi.
«Dai dimmelo» insiste, accarezzandomi il collo con la punta del
naso, mentre il suo respiro mi solletica l’orecchio.
«Edward»
ammetto in un sussurro. Emmett si paralizza per pochi istanti prima
di scoppiare a ridere, lo guardo confusa e lui mi bacia la punta del
naso.
«Tranquilla,
amore. Non potrei mai essere geloso di Edward» mi rassicura e, con
un bacio, allontana il peso che sentivo sul petto a causa di quello
stupido sogno.
***
La
giornata trascorre lenta ed il mio unico obiettivo è quello di
evitare Edward, perché ha deciso di girare semi nudo per casa come
se fossimo in spiaggia. Non riesco a smettere di pensare al sogno e
sento che qualcosa dentro di me è cambiato: a pranzo non riuscivo a
guardare Edward senza arrossire e sentire una strana sensazione nello
stomaco. Non riuscivo nemmeno a guardare le sue mani o le sue labbra
senza che il mio corpo reagisse alle immagini del sogno…
È
ormai sera quando Edward, esasperato dal mio comportamento, mi
afferra per un polso mentre gli passo davanti. «Per favore, mi dici
cosa ti ho fatto?»
«Nulla.»
rispondo in maniera sbrigativa mentre libero il braccio e vado a
nascondermi in cucina.
«E
allora perché mi stai evitando?» insiste bloccandomi al piano della
cucina con il suo corpo. «È a causa del sogno di stanotte?» mi
chiede con voce roca, solleticandomi l’orecchio con il suo respiro
caldo.
Sconcertata
mi volto spintonandolo malamente.
«Possibile
che Emmett non sappia tenere la bocca chiusa?» chiedo arrabbiata
prendendo il telefono per insultare quella bocca larga di mio marito.
Edward, però, mi prende il telefono
di
mano.
«Tra
me e Emmett non ci sono segreti. Dovresti saperlo”
“Ma
è il MIO sogno! Emmett non aveva diritto di dirtelo!” gli faccio
notare sempre più furente, ma lui continua a guardarmi e a sorridere
beffardo.
“E
io ero nel sogno… quindi riguarda anche me…” risponde sicuro
fissandomi le labbra e umettandosi le sue “Lo sai che i sogni sono
dei desideri repressi?”
“Non
ricominciare con le tue seghe mentali! Un sogno è solo un sogno”
urlo.
“No,
se ti fa reagire come hai reagito tu. A tavola ho notato i tuoi
movimenti sulla sedia… ti è piaciuto quello che abbiamo fatto
nel
sogno e per tutto il giorno ci hai fantasticato…” con un solo
passo mi blocca al muro. Io provo ad allontanarlo con uno spintone,
ma mi afferra i polsi stringendosi contro di me. Ho il respiro
affannato ed il cuore mi pulsa nel petto così forte da far male.
«Io
amo Emmett» cerco di resistere, ma la voce mi esce come un gemito.
«Lo
so… ma mi vuoi» afferma sicuro spingendo la sua erezione sul mio
fianco, facendo crollare il mio ultimo briciolo di autocontrollo.
Si
avventa su di me, catturando le mie labbra con le sue; la sua lingua
m’invade la bocca, mentre mi stringe tra le braccia. Il suo bacio è
vorace e possessivo, sembra respirarmi.
«Il
tuo corpo parla per te, Bella.» sussurra al mio orecchio mentre
infila le dita nel mio perizoma, facendole scivolare facilmente
dentro di me, facendomi gemere. Con la mano libera si slaccia la
cintura e fa scendere la zip; in un attimo mi solleva una gamba e
m’impala bruscamente. La violenta intrusione mi fa gridare di
sorpresa e piacere, mi aggrappo alla sua schiena, sussurrando il suo
nome in preda a un piacere indescrivibile. Non sono abituata a un
sesso così rude, quasi selvaggio. Edward è incredibile, le sue
spinte profonde mi procurano ben presto un orgasmo travolgente.
Continua ad affondare in me prolungando il mio piacere e, imprecando,
mi solleva per le natiche facendomi sedere sul piano di lavoro. Con
uno strattone apre il davanti del vestito liberandomi i seni, poi mi
afferra per i fianchi per spingersi più a fondo. Grido ad ogni
spinta, quasi dolorosa, mentre osservo il suo viso rapito dall’estasi
e tutto quello che riesco a fare è incitarlo a continuare. Quando
finalmente rilascia tutto il suo piacere dentro di me, lo fa
pronunciando il mio nome con estrema dolcezza.
«Cazzo,
Bella, è stato fantastico!» mormora abbracciandomi e posandomi un
bacio tra i capelli.
Riprendo
fiato lentamente e, piano piano, prendo consapevolezza di quello che
abbiamo fatto. Di quello che ho
fatto. Ho tradito mio marito, l’uomo che amo con tutta me stessa.
Mi sforzo di trattenere le lacrime, ma non riesco a bloccare un
singhiozzo.
Edward
si solleva di scatto:
«Bella! Che cosa succede?»
Scuoto
la testa, coprendomi il viso con le mani in preda alla vergogna. Lo
colpisco al petto per allontanarlo e mi rimetto in piedi, anche se le
gambe mi reggono a fatica. Edward fa un passo verso di me, ma lo
allontano con uno schiaffo in pieno viso.
«Lasciami
stare!» urlo trattenendo a stento le lacrime, mentre mi copro meglio
che posso il seno con i lembi del vestito strappato. «Emmett non
merita questo!».
«Shhh!
Non abbiamo fatto nulla di male» cerca di tranquillizzarmi
allargando le braccia in un invito, ma il senso di colpa mi schiaccia
a terra, dove scivolo singhiozzando. Si siede accanto a me e mi
abbraccia, accarezzandomi la schiena mentre poso il viso sulla sua
spalla «Quello che è successo non mette in dubbio l’amore che
provi per lui»
«Ho
fatto sesso col suo miglior amico!» ringhio furiosa, alzandomi ed
allontanandolo con uno spintone.
«Ed
io con sua moglie, ma questo non significa che non lo rispetti»
Lo
guardo sconvolta, ma lui continua con un sorriso sincero «Quello che
è successo dimostra soltanto che non potevamo più trattenere
l’attrazione che c’è tra di noi» risponde con tono sicuro,
facendo un passo per avvicinarsi, ma io arretro.
«Sono
anni che sogno di farlo, Bella. E sono sicuro che lo volevi anche
tu».
Nego
con il capo, anche se mi rendo conto che ha ragione: non ho mai
desiderato nessun uomo oltre mio marito… tranne Edward, anche se ho
sempre cercato di scacciare quei pensieri, di non ascoltarli,
attribuendoli solamente a un’attrazione fisica.
«I
desideri della carne non sempre coincidono con quelli del cuore» Fa
un
altro passo verso di me, «Quello che è successo non significa
nulla, se non che dovevamo rendere reale un desiderio che ci ha
tormentato per anni» La sua voce suadente m’ipnotizza,
permettendogli di avvicinarsi fino ad accarezzarmi la guancia e
asciugare le mie lacrime. «Non stai meglio adesso?» chiede con un
sorriso.
Lo
guardo allibita «No!» esclamo con rabbia «Non sto affatto meglio
dopo aver tradito Emmett!»
«Tu
non l’hai tradito!» risponde afferrandomi per le spalle. «Tradire
tuo marito non vuol dire scopare con me… vuol dire non amarlo, ma
rimanere comunque con lui. Non appoggiarlo quando ne ha bisogno, non
spronarlo quando non si sente all’altezza. Il tradimento non è una
cosa carnale, ma mentale!»
«Non
è vero!»
Edward
scuote il capo e, posandomi un dito sotto al mento, mi fa alzare lo
sguardo. «Non puoi negare che desideravamo entrambi quello che è
successo» mi rivolge un sorriso gentile mentre continua ad asciugare
le lacrime che scorrono sul mio viso, «Io sono felice di averlo
fatto.»
«Ma
Emmett…»
«Emmett
è il mio miglior amico, tuo marito, e non c’entra nulla con quello
che è successo.»
«Soffrirà
quando glielo dirò…»
«Non
puoi saperlo…»
La
voce di Emmett che ci chiama dall’ingresso interrompe il nostro
discorso. Presa dal panico spingo via Edward e fuggo nel nostro bagno
privato, per nascondere il volto segnato dal pianto e lavarmi di
dosso il rimorso per quello che ho appena fatto.
Nemmeno
la doccia, però, riesce ad allontanare la sensazione di sporco che
provo. Continuo a strofinare la pelle come se la spugna potesse
davvero cancellare quello che ho commesso
ma,
ogni volta che chiudo gli occhi, le immagini ritornano vivide… la
cosa che più mi sconvolge è rendermi conto che mi eccitano da
morire.
Non
so quanto tempo sia passato quando Emmett fa capolino in bagno:
«Sei qui dentro da una vita! È un invito?» chiede con un sorriso
sensuale. Colta alla sprovvista non riesco a dire una sola parola,
e lui scambia il mio silenzio per assenso. Si spoglia velocemente ed
entra nella doccia con uno sguardo pieno di desiderio. «Mi sei
mancata oggi» sussurra accarezzandomi la guancia, scendendo fino al
seno.
Il
suo tocco mi fa tornare in me. Desidero Emmett più di ogni altra
cosa al mondo, è mio marito e lo amo alla follia: solo con lui sono
davvero completa, perché rappresenta il mio equilibrio, il mio
mondo.
Presa
da un’incontrollabile frenesia lo bacio con passione, portando una
gamba sul suo fianco per invitarlo a fare l’amore. Mi afferra le
natiche, sollevandomi e spingendosi in me in un unico affondo. Fare
l’amore con Emmett riesce ad allontanare Edward: le sue spinte
cancellano quelle di Edward, le sue parole dolci e i suoi “ti amo”
cancellano le parole con cui Edward mi incitava a venire.
Raggiungiamo il piacere nello stesso momento, ma questa volta è più
forte, più intenso. Quel suo gemito roco, tipico di quando raggiunge
l’orgasmo, mi attorciglia lo stomaco provocandomi un lungo brivido.
«Caspita!
Se basta che Edward viva qui per farti arrapare così, potrebbe
diventare un ospite fisso!» scherza con il respiro ancora spezzato,
abbracciandomi. Ed io ringrazio l’acqua della doccia, perché
camuffa le mie lacrime piene di sensi di colpa.
***
Mi
risveglio che è notte fonda e istintivamente allungo il braccio
cercando Emmett. Il suo lato del letto è ancora intonso e in camera
non c’è traccia dei suoi vestiti. Guardo l’ora: sono le tre
passate. Mi alzo cercando di non far rumore e vado in cucina per
cercarlo. Lo trovo addormentato sul divano, con la camicia aperta e
la testa appoggiata sulla spalla di Edward, addormentato accanto a
lui. Ci sono diverse birre sul tavolo della sala e la televisione è
ancora accesa su uno di quei canali che di notte trasmettono film
erotici. Uomini!
Li
sposto a fatica per metterli in una posizione più comoda ed evitare
loro un tremendo mal di schiena al risveglio, poi prendo una coperta
in pile e copro entrambi. Emmett mi sussurra un grazie e si sistema
meglio sul cuscino che gli ho messo sotto la testa, mentre Edward
dorme profondamente e non si accorge di niente.
***
Apro
un occhio e sbircio l’ora: sono le undici del mattino e non ho
nessuna voglia di alzarmi. All’improvviso, quello che è successo
ieri tra me ed Edward mi travolge come un treno in corsa. Cerco di
non pensarci, ma mi è impossibile: il ricordo è troppo vivido,
troppo forte dentro di me. Se chiudo gli occhi sento ancora il suo
sapore sulle labbra e la sensazione delle sue mani sulla pelle, la
sensazione di incredibile pienezza nel sentirlo dentro di me… Il
tutto si mescola alle splendide sensazioni che sa donarmi Emmett in
ogni istante della mia vita da quando l’ho incontrato. Mille
immagini e mille ricordi iniziano a vorticare nella mia mente
mischiando i volti di mio marito e del suo miglior amico.
Rimango
a letto cercando di convincermi che quello che è successo non
capiterà di nuovo: sarò forte e saprò resistere alla tentazione
che ora Edward rappresenta per me. Lo farò per mio marito e per il
mio matrimonio.
Un
inaspettato quanto delizioso aroma mi fa venire l’acquolina in
bocca e, unito al rabbioso brontolio del mio stomaco, mi convince a
uscire dal mio nascondiglio.
Il
profumo d’arrosto mi guida in cucina, dove trovo la tavola già
apparecchiata per due. «Hai fatto tutto tu?» chiedo a Edward,
guardando le prelibatezze sul tavolo e lui annuisce, portandosi il
mestolo alle labbra per assaggiare il sugo.
«Siediti
pure, è quasi pronto.»
Mangiamo
in silenzio e senza guardarci, fin quando Edward sbuffa spazientito.
«Andremo avanti così per tutto il tempo che rimarrò qui?» chiede,
incrociando le braccia al petto e appoggiandosi allo schienale della
sedia.
«Non
doveva succedere» rispondo continuando a mangiare, e tenendo gli
occhi fissi nel piatto. Sento la sedia strisciare, poi Edward mi
prende per i polsi, facendomi alzare.
«Emmett
è felice, Bella. E tu mi vuoi. Quello che è successo ieri doveva
succedere. Non è stato uno sbaglio e non è giusto che tu respinga
questo desiderio… solo sfogandolo avrai un matrimonio perfetto.»
«Ma
sei impazzito? Non siamo in quei villaggi sperduti nella foresta che
ti piacciono tanto, in cui tutto è permesso!»
«Allora
andiamoci!» scherza, sorridendomi ed io alzo gli occhi al cielo
sbuffando.
«Perché
vuoi negare quello che sta succedendo tra noi? Perché vuoi negarti
questo piacere?» chiede bloccandomi tra lui e il muro con il suo
torace ampio, coperto da una t-shirt leggera. Deglutisco a vuoto,
lottando contro il mio corpo che non vuole allontanarsi da lui. «Ci
tengo a te, e forse dovrei accontentarmi di avere la tua amicizia,
ma…» sospira ed io trattengo il fiato «… non ci riesco. Sei
come una calamita che mi attrae inesorabilmente. Da troppi anni cerco
di soffocare, o quantomeno nascondere, quello che provo per te e,
dopo averti avuta, dopo aver provato quelle sensazioni, aver sentito
le tue labbra, il tuo profumo, i tuoi gemiti… io…» fa una pausa,
attorcigliandosi una ciocca dei miei capelli attorno ad un dito «Non
credo di avere più la forza di resistere a quello che c’è tra me
e te».
«Tra
te e me c’è Emmett» rispondo con voce strozzata.
Edward
mi sorride con dolcezza accarezzandomi la tempia:
«Non è un problema...»
«Forse
per te, ma per Emmett…»
«Lo
conosco come me stesso e sono sicuro che…»
Infastidita
dalle sciocchezze che sta dicendo,
cerco di allontanarlo con una spinta sul petto, ma lui sbuffa e mi
afferra per i fianchi. «Cosa provi per me?» chiede.
Resto
spiazzata e lo guardo, senza capire dove voglia andare a parare, e
lui sbuffa. «Cosa provi per Emmett? Lo ami?»
Annuisco,
e gli occhi pizzicano pensando a ciò che gli sto facendo.
«Io
vi amo entrambi…» mormora, baciandomi una lacrima «Siete la
famiglia che vorrei avere… siete voi che mi date la forza di andare
avanti quando mi sento perso in giro per il mondo. Siete voi che mi
aiutate a fare la scelta giusta… a lottare…»
Lo
abbraccio senza riuscire a replicare, sopraffatta dalle lacrime e
dalle emozioni che provo a sentire le sue parole.
«È
un errore solo se lo vedi come tale. È possibile amare più di una
persona contemporaneamente. Non rimanere radicata a quello che ti è
stato inculcato a causa della religione e della morale.»
«Non
voglio rinunciare a Emmett» singhiozzo con un senso d’oppressione
nel petto.
«Io
non te l’ho chiesto» risponde Edward con dolcezza, un sorriso
sereno a illuminargli il volto. Mi prende il viso tra le mani
allacciando i nostri sguardi, poi avvicina il viso così tanto da
farmi sentire il suo respiro sulle labbra.
«Non
pensare a quello che dicono gli altri. Ognuno crea la propria vita,
segue la propria strada. Ci sarà sempre qualcuno che criticherà le
nostre scelte, ma solo noi sappiamo cos’è giusto per noi, cosa ci
fa stare bene»
Poi,
con un sorriso dolce e rassicurante, si allontana lasciandomi sola
con mille pensieri in testa.
Cerco
di mettere ordine nei pensieri, ma non mi è facile restando chiusa
nella casa che condivido con mio marito, nella quale l’ho tradito,
e dove, in ogni stanza, percepisco forte la presenza di Edward.
Perciò, esasperata, decido di fare una passeggiata chiarificatrice
ed esco di casa con la scusa di un appuntamento di lavoro.
Amo
mio marito. Non manca nulla nel nostro rapporto: c’è complicità,
amore, amicizia e il sesso è pazzesco! Non sono come quelle mogli
dimenticate dal marito o pentite dell’uomo che hanno scelto. Se
tornassi indietro, sposerei altre mille volte Emmett, non cambierei
una virgola del nostro matrimonio.
Per
quanto riguarda Edward… sono davvero confusa. Il nostro è un
rapporto strano. Dalla sera in cui ci siamo conosciuti, lui mi ha
sempre odiata. Non l’ha mai ammesso, ovviamente, nemmeno se messo
alle strette, ma credo che, anche se ho sempre cercato di non
invadere il loro spazio, mi vedesse come la minaccia al suo rapporto
con Emmett. Non ho mai negato loro un’uscita di soli uomini e a
volte andavo da mia madre per lasciargli casa libera. Solo pochi anni
fa il nostro rapporto è migliorato tramutandosi in amicizia. Non che
mi confidassi con lui, ma ho iniziato a sentire la sua assenza quando
era in viaggio.
Quando
Edward vive con noi, mio marito sembra rinato: è ancora più solare
e devo ammettere che anche a me piace vederlo girovagare per casa
come se fosse membro della famiglia. E dopo quello che è successo
tra di noi… sento che qualcosa in me è cambiato. Quando lo guardo
sento le stesse farfalle nello stomaco che sento quando guardo
Emmett. Il suo sorriso mi fa avvampare come quello di Emmett … Mi
devo rassegnare al fatto che Edward e Emmett mi fanno provare le
stesse sensazioni, e questo mi sconvolge. Come mi sconvolge la
consapevolezza che per essere veramente completa dovrei stare con
entrambi… Non saprei come spiegarlo, è come se ognuno di loro mi
desse cose diverse, ugualmente importanti perché si completano in un
modo unico: Emmett è dolce e riflessivo, mentre Edward è passionale
e istintivo, con un forte senso pratico.
Per
quanto io ami alla follia Emmett, sento di non poter rinunciare a
Edward. Aver fatto l’amore con lui ha fatto affiorare i mille
pensieri che cercavo di tenere ben nascosti, di soffocare dentro di
me. Mi ha sempre fatto battere il cuore, perfino quando mi lanciava
quelle occhiate cariche d’odio, quando mi teneva a distanza o
quando faceva battutine acide nei miei confronti. Perfino allora mi
faceva eccitare e mi chiedevo come sarebbe stato baciarlo, che sapore
avrebbero avuto le sue labbra o come sarebbe stato fare l’amore con
lui, così ardente, impulsivo e all’apparenza distaccato.
Esausta
e con un gran mal di testa varco la soglia di casa, chiudendo
delicatamente la porta alle mie spalle.
Mi
guardo attorno, stranita, con una nuova consapevolezza: non posso
fare a meno di uno di loro.
Non
voglio.
Improvvisamente
ho paura, perché non so come parlarne, non so come fare per tirare
fuori questi pensieri in una maniera che possa sembrare normale e,
soprattutto, non sono pronta a perderli, visto che non c’è altro
modo in cui potrebbero reagire ai miei sentimenti.
C’è
uno strano silenzio in casa, anche se non saprei dire in cosa mi
sembri strano.
Forse la mia è solo delusione perché mi aspettavo che ci fosse
Edward. Ho voglia di parlare con lui, di confessargli quello che
provo, di parlarne e farmi rassicurare.
Prendo
le scale con l’intenzione di farmi un lungo bagno rilassante, ma
dei flebili rumori provenienti dal piano di sopra mi fanno bloccare.
Gemiti.
Sospiri. Sussurri.
Una
strana sensazione mi attorciglia lo stomaco, e in un attimo capisco:
Edward si è portato una ragazza in casa mia. È stupido, lo so, ma
mi sento ferita.
I
gemiti si fanno più intensi. Dovrei andarmene, non dovrei stare qui,
non dovrei ascoltare. Invece i miei stupidi piedi continuano a salire
questa stupida scala, attenti a non fare il minimo rumore. Quando
arrivo in cima, però, rimango perplessa nel constatare che i gemiti
arrivano dalla mia camera da letto. Non posso credere che Edward si
sia portato una donna nel mio
letto. Mi affaccio alla porta. Edward è in ginocchio sul letto e mi
dà la schiena, dove sono ancora ben visibili i graffi che gli ho
lasciato ieri. Geme a ogni affondo e tiene qualcuno per i fianchi, i
glutei marmorei sono contratti nello sforzo.
«Vieni
qui, baciami!» mormora la persona sotto di lui.
Mi
gira la testa, sento le gambe cedere e, cercando di non fare il
minimo rumore, mi lascio scivolare in ginocchio, attenta a non
perdere neppure un istante dello spettacolo che ho davanti agli
occhi.
Edward
esegue, si china in avanti piegando con forza quel corpo sotto di
lui, aprendogli le gambe in maniera vergognosa per abbassarsi per
esaudire quel desiderio sussurrato come una preghiera. Continua gli
affondi, anche se ora sono meno profondi, e bacia quelle labbra
calde, le morde, prende possesso di quella bocca vogliosa di piacere
che sussurra parole sporche e piene di lussuria. Edward ritorna in
ginocchio a fottere senza pietà, una mano affondata nella morbida
carne del fianco e l’altra a tormentarne il sesso. Le sue spinte si
fanno più brusche e ravvicinate e finalmente, con un grido,
raggiunge il piacere. Altri gemiti si aggiungono ai suoi, ugualmente
rochi, ugualmente alterati dall’estasi dell’orgasmo.
Col
cuore che batte a mille mi rialzo lentamente. Sorreggendomi al muro,
faccio qualche passo in direzione della scala, intenzionata a tornare
giù e andare via da questa casa, via da quello che ho appena visto.
«Bella!»
Sussulto,
inciampando nei miei stessi piedi. Mi volto lentamente e lui è lì.
Bellissimo. I capelli arruffati, il viso arrossato, il corpo
muscoloso e sudato, il sesso ancora turgido.
Incapace
di parlare, ancora sconvolta, mi limito a guardarlo, in attesa.
«Mi
spiace che tu l’abbia scoperto così.» mormora con un timido
sorriso.
Sposto
lo sguardo da Emmett a Edward. «Da quanto va avanti?» forse non è
la cosa più intelligente che potrei dire, ma non mi viene in mente
altro.
«Da
sempre, amore.»
La
sua risposta è come uno schiaffo in pieno volto e vederli entrambi
nudi e ancora eccitati mi dà il colpo finale.
«Ti
avevo detto che amo entrambi.» spezza il silenzio Edward con calma,
come fosse la cosa più naturale del mondo.
«Credevo…
credevo fosse in senso figurato.» Non so neppure che emozioni sto
provando: da un lato avrei voglia di urlare, sfasciare tutto e
prendere entrambi a schiaffi, dall’altro mi sento svuotata, avrei
solo voglia di andare via e dimenticare tutto. Ma l’immagine di
Edward che ama mio marito, il membro completamente affondato nel suo
corpo,
i loro gemiti, i loro respiri… non mi abbandoneranno mai.
Edward
si avvicina scuotendo la testa, un timido sorriso sul volto, «No,
non era in senso figurato. Vi amo entrambi, in modo diverso, ma con
la stessa intensità. Provo per entrambi lo stesso desiderio.»
Annuisco
come se fosse tutto chiaro, ma nella testa e nel cuore ho solo una
gran confusione.
«E
tu, Bella?»
«Io
cosa?» sussurro con un filo di voce.
Emmett
si avvicina ancora e prende le mie mani tra le sue, «Tu, cosa
provi?»
Lo
guardo inorridita, «Come puoi chiedermi questo, dopo quello che ho
appena visto?»
«Non
è difficile. Rispondi.»
«In
questo momento non provo niente, mi fate solo schifo!»
«Addirittura?»
Lo sguardo di Emmett è strano, quasi ironico, come se stessi dicendo
una fesseria.
«Sì!
E non perché siete… siete gay!
Ma perché mi avete tradita. Tu!» urlo rivolta a mio marito,
puntandogli il dito contro, «Mi hai tradita con Edward! Hai tradito
la mia fiducia, il mio amore, il mio rispetto! Nel nostro letto!»
ansimo, buttando fuori tutta la rabbia, con il cuore che batte a
mille. «E tu!» urlo rivolta a Edward, che mi guarda con uno stupido
sorrisino ancora sul viso e le braccia incrociate sul petto: «Anche
tu mi hai tradita! Hai tradito la mia amicizia, la mia fiducia, il
mio…» M’interrompo un istante prima di dire l’ultima parola.
«Il
tuo cosa, Bella?»
«Niente!»
ansimo sconvolta.
«Il
tuo… amore, forse?» Edward fa un passo avanti e prende il mio viso
tra le mani. «Tu mi ami, esattamente come ami Emmett. Hai fatto
l’amore con me, esattamente come l’hai fatto con Emmett. Desideri
me
esattamente come desideri Emmett!»
Sposto
immediatamente lo sguardo verso mio marito, preoccupata per la
reazione alla rivelazione di Edward, ma la sua espressione non è né
scioccata né sorpresa. Viene davanti a me, con un dolce sorriso
sulle labbra. «Lo sapevo già, non preoccuparti. L’ho capito il
giorno stesso, sotto la doccia. Eri diversa dal solito, più
passionale, più libera. Ho parlato con lui e…»
«E
io ho confermato la sua supposizione.»
«Cosa?
Avete tramato alle mie spalle?» chiedo infuriata.
«No.
Comprendo i tuoi dubbi, e ti conosco bene, Bella. Anche se fatichi ad
ammetterlo, ami entrambi. So che è così. E io non potrei che
esserne più felice»
Scuoto
la testa ed Emmett appoggia le labbra sulle mie. Mi bacia con
lentezza nella stessa maniera in cui ha baciato Edward solo pochi
minuti fa. Sgomenta, non riesco a reagire, a tirarmi indietro, a
rinunciare a quel bacio tanto desiderato. Mi accorgo appena che
Edward si mette dietro di me e, dopo avermi spostato i capelli, posa
piccoli baci sulla pelle delicata del collo, procurandomi un lungo
brivido che parte dalla testa e arriva dritto tra le gambe.
«Lasciati
andare amore mio.» mi sorride Emmett.
Mi
sento in una bolla, incapace di pensare, di reagire. Seguo le mani di
Emmett che, con un tocco leggero, fanno scivolare lungo le spalle le
bretelline del mio vestito leggero, lasciandolo cadere ai miei piedi.
«Emmett,
cosa…»
Edward
appoggia le mani sulle mie spalle e mi fa voltare. Appoggia le labbra
sulle mie, baciandomi languidamente, mentre Emmett mi slaccia il
reggiseno e lo fa scendere lungo le braccia.
Sono
completamente sconvolta da quello che sta succedendo, in balìa di
emozioni così grandi da non riuscire a oppormi.
Emmett
mi prende per mano e mi porta sul letto dove, fino a pochi minuti fa,
stava facendo l’amore con Edward.
Mi
siedo in centro al letto e salgono entrambi vicino a me. Emmett,
guardandomi negli occhi, afferra le mie mutandine dai fianchi e le fa
scendere lungo le gambe fino a sfilarle. Appoggia le mani sulle mie
ginocchia, divaricandole, poi, guardandomi negli occhi, si abbassa.
La sua lingua passa piatta sul mio sesso, dall’apertura al
clitoride, facendomi gemere. Mentre prende tra le labbra il mio
clitoride, succhiandolo avidamente, Edward mi bacia:
la sua lingua è dolce con la mia, mentre le mani mi stringono i seni
fino a farmi male. Mi torturano i capezzoli, torcendoli e facendomi
gemere di piacere e dolore.
«Allora,
Bella, com’è farsi amare due uomini?» chiede mio marito, un
attimo prima di riprendere a baciarmi.
Non
riesco a rispondere perché ho le dita di Edward dentro di me,
ovunque,
che
entrano e spingono e toccano, portandomi velocemente a un orgasmo
travolgente.
Mentre
riprendo fiato, entrambi si spostano.
Non
faccio in tempo ad aprire gli occhi che mio marito ha preso posto tra
le mie gambe, per ricreare la stessa posizione in cui Edward aveva
preso lui. Fa passare le braccia sotto le mie ginocchia e, spingendo
verso l’alto, viene sopra di me esponendomi totalmente a lui,
aprendomi le gambe in una posizione oscena che non abbiamo mai fatto.
Con un unico colpo delle pelvi mi fa sua. Gli affondi sono molto più
profondi del solito e ad ogni spinta mi sfugge un grido di doloroso
piacere.
«Ti
amo, Bella» Apro gli occhi per perdermi nei suoi, così belli, così
vivi.
Raggiungo
di nuovo l’orgasmo urlando il nome di Emmett che, rotolando sulla
schiena, mi porta a cavalcioni su di lui. Sento il materasso piegarsi
sotto il peso di Edward, che è salito in ginocchio dietro di me.
Mentre continuo a muovermi su mio marito, le mani di Edward sono sui
miei seni, la bocca sulla mia nuca, sul collo... Mentre mi abbandono
contro il suo petto, sento il suo sesso spingere tra le mie natiche.
«Fai
l’amore anche con me, Bella.» sussurra al mio orecchio.
Annuisco
pregustando l’idea. Percepisco il sorriso di Edward mentre appoggia
una mano al centro della mia schiena, spingendomi dolcemente in
avanti. Emmett sorride e afferra tra le labbra un mio seno,
mordendone il capezzolo nello stesso momento in cui le mani di Edward
mi aprono le natiche. Mugolo mentre la sua lingua mi accarezza e si
infila ripetutamente, e sento mio marito che spinge piano sotto di
me, continuando a toccarmi il seno. Edward infila un dito, lentamente
ma fino in fondo, lasciandomi senza fiato. Lo tira fuori e lo infila
ancora e ancora, finché il mio corpo non oppone più resistenza,
allora le dita diventano due e gli affondi si fanno più bruschi e
veloci.
Gemo
per il piacere, ma anche per il dolore che, seppur sopportabile, non
è nulla in confronto a quello che, temo, mi aspetterà quando Edward
deciderà di aprirmi a lui.
«Sei
quasi pronta per me, non vedo l’ora di prendermi questo bel
culetto» dichiara spingendo ancora le dita fino in fondo.
«Mi…
mi farai male» sussurro, immaginando il suo membro così grosso
entrare dentro di me per la prima volta.
«Un
po’. Ma sono sicuro che ti piacerà. E potrai dirmi di smettere in
qualunque momento.»
«Edward
è bravissimo Bella, non ti preoccupare. Le prime volte sa essere
delicato.»
Sghignazzano
entrambi e scappa una risatina anche a me, per quanto questa
situazione sia davvero surreale.
Sento
un cassetto sbattere e poi un liquido denso e fresco colarmi tra le
natiche, le sue dita entrano con facilità, scivolano dentro di me
come un coltello rovente nel burro.
«Fammi
tuo, piccola» Sento la punta del membro di Edward appoggiarsi e poi
spingere, aprirmi delicatamente a lui e, istintivamente, i miei
muscoli si irrigidiscono per opporsi a quest’intrusione.
«Rilassati, o ti farò male.»
Annuisco,
Emmett mi bacia con dolcezza, accarezzandomi il collo e le spalle,
sapendo che è il sistema ideale per aiutarmi a rilassarmi. Nel
frattempo, Edward mi tiene stretta per i fianchi mentre affonda piano
un’altra volta.
«Dio!
Sì,
piccola, sei così stretta!» mormora dopo essersi fermato, per
uscire e rientrare ancora.
«È
stupendo, vero?» inaspettatamente è Emmett a voler sapere quello
che provo mentre un altro uomo, il suo più grande amico, mi sta
sodomizzando.
Annuisco,
prendendomi il labbro inferiore tra i denti:
«Fa male» mugolo.
«Non
irrigidirti» Edward è immobile dentro di me:
«Sono tutto dentro, lo senti?» sussurra, la voce rotta dal piacere.
Ondeggia i fianchi facendomi gemere di dolore, poi esce lentamente,
sento ancora quel liquido denso colarmi tra le natiche e Edward
spingere di nuovo. Questa volta scivola meglio, io sono pronta ad
accoglierlo e i miei gemiti sono di piacere.
«Edward,
ti sento» esclama Emmett, ancora immobile dentro di me.
«Anch’io
Emm. Dio, è stupendo!» ansima; «Bella, ora tocca a te, scopaci
entrambi.»
Dondolo
piano avanti e indietro, sono io a dare il ritmo, sono io a scoparli.
Fare l’amore con entrambi è meraviglioso. Muovendomi, sento anche
il membro di Emmett crescere ancora e riempirmi di nuovo. Sento lo
sfregamento dei loro sessi dentro di me, sento i nostri gemiti, le
mani di Edward che mi stringono i fianchi e le labbra di entrambi che
mi baciano e mi leccano. Ora l’intrusione di Edward fa male, ma non
riesco a smettere, il dolore è piacevole, e i gemiti di entrambi lo
sono ancora di più.
Amo
entrambi, li amo da morire, e ora che me ne sono resa conto non
potrei rinunciare a nessuno dei due, soprattutto dopo questa
esperienza. Mi sento una dea con l’enorme potere di far godere
questi due uomini, i miei
uomini.
Emmett,
ormai vicino al piacere, si lascia andare e, guardando ora me, ora
Edward, alza ritmicamente il bacino spingendosi in me. Il nostro
amico geme, tenendomi ferma per i fianchi, sollecitato anche
dall’attrito con il sesso di Emmett.
Mio
marito raggiunge l’orgasmo mugolando il mio nome, lo sguardo fisso
nel mio, finché mi chino a baciarlo dolcemente.
«Edward,
continua tu» sussurra, ancora con gli occhi chiusi.
Lui
non se lo fa ripetere due volte, mi mette le mani sul seno tirandomi
su fino a farmi appoggiare la schiena contro il suo petto, «Mi vuoi
ancora così?» chiede con voce roca, baciandomi l’orecchio.
Scuoto
la testa: «No, voglio guardarti.»
Edward
si sfila lentamente e mi afferra i fianchi per farmi voltare, poi mi
spinge a sdraiarmi sopra Emmett, la mia schiena sul suo petto. Mentre
prende un preservativo dal comodino, mio marito appoggia le mani sul
mio seno, stuzzicandomi e mordicchiandomi l’orecchio.
«Grazie
amore, non sai quanto ho sognato questo momento» sussurra.
Finalmente
Edward mi prende con un affondo lento, lo sguardo incollato al mio.
Poi le sue spinte si fanno quasi furiose, come se volesse aprirmi in
due. Mi tiene le cosce vergognosamente aperte per poter arrivare più
a fondo e io chiudo gli occhi in preda all’estasi.
«Guardami!»
La voce di Edward è graffiante, decisa e sexy. Apro gli occhi,
trovando subito i suoi e perdendomi in quelle pozze verde brillante.
Le sue spinte si fanno più scomposte, e anch’io sento
sopraggiungere il piacere. Raggiungiamo l’orgasmo insieme, occhi
negli occhi, le sue dita ancora affondate nelle mie cosce. Poi,
esausto, si abbassa appoggiandosi su di me, incrocia le dita della
mano destra con le mie e quelle della sinistra con Emmett e
rimaniamo
così, esausti, senza dire una sola parola.
Sono
confusa e incredula per quello che è appena accaduto, ma, allo
stesso tempo, serena. I
Discorsi
sentiti in passato, uniti ai miei dubbi e turbamenti, continuano a
vorticarmi in testa, urlandomi che tutto quello che è successo è
sbagliato. Poi ascolto il respiro dei miei uomini che mi trasmette un
senso di pace…
Amo
Emmett e amo Edward… loro amano me… come può essere sbagliato
qualcosa così bello e intenso?

Ssshhh silenzio...sto sognando ad occhi aperti! Ahahahahah
RispondiEliminaComplimentiiiii
Georgia
E che cazzius! Mi è piaciuta questa storia? Parecchio, ma parecchio proprio. A dire la verità si soffre ben poco, in compenso si gode in abbondanza e non mi sembra male come compromesso.
RispondiEliminaUna bella famigliola allargata con tanto di benefici per tutti.
Grazie per aver condiviso la tua storia con noi.
Uellàààààààà!!! haahahahhahahaha!!! no vabbè!! io voglio due così!!! non riesco a trovare una singola ragione contraria!!! Bella storia, ben bilanciata, scorrevole e compatta. Sentimenti spiegati naturalmente e senza sbavature e sorpresa ben riuscita. Mi è piaciuta molto e Edward mi ha eccitata! Complimenti vivissimi! (TI ho scoperto, SEI distratta, TE scordi sempre quarcosa... TE possino! hahahaahhaahahah)
RispondiEliminaah però.... che tradimento coi fiocchi ! interessante.
RispondiEliminaL'unica cosa che non mi piace di questa storia è il titolo. Per il resto è una bellezza. Molto hot, molto onesta, molto tenera a modo suo. Non spoilero per chi non ha letto, ma voglio fare i complimenti all’autrice per una scena particolare che da sempre occupa un posto speciale nel mio immaginario erotico. Molto brava!
RispondiEliminaCristina.
Molto bella e originale...mentre leggevo rimanevo sempre più a bocca aperta... Bella non può dire che gli mancano gli uomini 😂😂
RispondiEliminaUn tradimento, doppio tradimento, ma nessun tradimento. Mi piace! Lei che credeva di cornificare era la prima cornuta... ma nessuno era cornuto, solo inconsapevole dei propri sentimenti! Anche io voglio due uomini così!
RispondiEliminaAvevo intuito come sarebbe andata a finire perché, a grandi linee, mi ricorda molto un libro letto tempo fa dal titolo "Menage proibito" di Lora Leigh. Ricordo che mi era piaciuto moltissimo proprio per questo amore tra due amici che da sempre avevano l'abitudine di condividere le donne, fino a che non si sono innamorati entrambi della stessa donna e... va beh, hanno trovato il sistema di stare insieme. Non erano gay, però... erano solo per lei...
RispondiEliminaOvviamente questo non toglie nulla alla tua storia, che mi è piaciuta molto, è ben scritta (anche se ha qualche piccola mancanza), scorrevole e, sicuramente, originale per gli standard a cui siamo abituate. Ottimo lavoro veramente...
Anche questa storia non l'ho vissuta come un tradimento... bene o male Ed e Em sapevano e quando Bella li ha scoperti aveva deciso di viversi entrambi ma l'ho trovata molto naturale... la normale consecuzio degli eventi.
RispondiEliminaComplimenti e grazie.
JB