SARA' TUTTO PERFETTO





Sarà tutto perfetto


Sento il rumore della porta chiudersi, seguito dai suoi passi pesanti; prima in soggiorno, poi su per le scale. In perfetto orario, come sempre!
Isabella, in questo momento, non si accorgerebbe neanche se una mandria inferocita entrasse nella stanza, presa com’è a urlare.
È da un po’ che va avanti ormai, le patetiche ritrosie mostrate all’inizio della serata sono state definitivamente accantonate dopo il primo orgasmo che le ho fatto provare. I gemiti, quasi gentili all’inizio, si sono tramutati in una sequela di volgarità tra cui, le più gettonate, non ho mai goduto così, più forte e l’intramontabile fottimi. Come se stessi facendo altro!
Lui ancora non lo sa, ma gli sto facendo il regalo più grande che potrebbe ricevere in tutta la vita e nelle varie reincarnazioni.
All’ennesima supplica di Isabella, sbatto con forza il bacino contro di lei ed è così che ci trova Emmett quando alla fine arriva alla porta della mia camera da letto: la bustina del profilattico aperta sul letto, un tubetto di lubrificante abbandonato lì accanto, la sua futura moglie nuda, piegata su gomiti e ginocchia, i suoi capelli avvolti intorno al mio polso e il mio cazzo che affonda in profondità nel culo di lei.
È strano come per un attimo tutto si cristallizzi diventando immobile, quasi irreale. Lo sguardo di mio fratello passa da me a lei, che ancora non si è resa conto di niente e continua a spronarmi per scoparla più forte. Quando finalmente piega la testa di lato per avere una spiegazione alla mia staticità, lo vede e la pelle del viso, già arrossato dalla passione, le diventa ancora più rossa per passare poi al bianco perlaceo.
Avrebbe potuto piangere, prostrarsi ai suoi piedi implorando perdono, addurre una temporanea infermità mentale o altre mille scuse o pseudo tali, invece la sento dire: «Tesoro, non è come pensi!» come se la punta del mio cazzo non fosse quasi visibile dal fondo dalla sua gola.
Vedo sul volto di mio fratello emozioni e sentimenti alternarsi: rabbia, tristezza, umiliazione, ma soprattutto dolore; per il tradimento della donna con cui sperava di passare il resto della vita e di un fratello che amava profondamente e che mai, così pensava sino a quel momento, gli avrebbe inferto un colpo tanto basso.
Quando alla fine esco da lei, il preservativo rischia di scivolare senza bisogno di aiuto. Emmett mi guarda quasi soddisfatto nel vedere come la mia erezione sia scomparsa del tutto dopo il suo arrivo.
No, fratello caro, non mi si è ammosciato a causa tua, ma perché la tua fidanzata mi fa schifo e per scoparla ho dovuto usare ogni singola immagine erotica custodita nel mio cervello. È per questo che lei ha raggiunto tre orgasmi prima di mettersi a novanta e io neanche uno.
Questo evito di dirglielo, come pure che gli ho chiesto di venire a casa mia a quest’ora proprio per farmi trovare così da lui, può arrivarci da solo. Quello che non potrà realizzare è che ho fatto tutto questo per fargli capire che razza di cagna sia la donna a cui ha promesso amore eterno. Non mi crederebbe comunque, quindi perché sprecare energie. L’importante è che le dia un calcio nel culo e la faccia uscire per sempre dalla sua vita.
L’effetto collaterale è che io farò la stessa fine, ma meglio questo che vederlo infelice a causa di Isabella la stronza.
Non sono arrivato a questa conclusione facilmente. Dopo aver sentito una conversazione tra alcuni amici, ignari della mia presenza, ho provato a parlargli, a fargli capire che persona fosse la donna che giurava di amarlo, ma lui non ha voluto ascoltarmi, accusandomi di essere geloso per non aver trovato una donna come la sua che mi amasse davvero. L’unico modo che ho trovato per risolvere la questione è stato mostrarglielo. Ora non potrà più negare che razza di puttana sia la sua Bella.
Noto appena la cagna che tenta di coprirsi col lenzuolo, la mia concentrazione è tutta rivolta a mio fratello che, lentamente, sta assorbendo il colpo. Lo capisco da come il suo sguardo cambia, la mascella si irrigidisce, gli occhi si stringono e dentro vi alberga una furia incontenibile.
Avrei tutto il tempo che mi occorre per spostarmi, ripararmi o reagire quando, come un toro inferocito, si avventa contro di me, caricando il destro in direzione della mia faccia. L’unica cosa che faccio è irrigidire le spalle per evitare di finire col culo per terra quando il suo pugno si schianta contro di me. Avverto il sapore metallico del sangue dentro la bocca, ma non reagisco.
Mi inveisce contro, coprendomi di insulti. Lo lascio sfogare senza muovere un muscolo, non abbasso lo sguardo nonostante le parole che pronuncia mi stanno scavando un cratere nel petto. Sinché, ansimante, è lui stesso ad abbassare lo sguardo, troppo provato dal crollo improvviso di tutte le sue certezze.
Si volta appena a guardare Isabella che tenta inutilmente di appellarsi all’amore infinito che provano l’uno per l’altra e alle nozze imminenti. Il disgusto verso di lei è palese, ma l’odio che le riserva è nettamente inferiore a quello per me.
«Il fidanzamento è rotto», le comunica «puoi tenerti l’anello, non saprei che farmene a questo punto.» Poi si dirige verso la porta che lo separa dal resto della casa. Mette una mano sullo stipite, come a sostenersi, come se portasse sulle spalle un peso troppo grande da reggere. Prima di posare un piede fuori dalla porta si volta, mi guarda e negli occhi gli leggo una delusione talmente profonda da sbilanciarmi all’indietro.
«Pensavo mi amassi» dice puntando lo sguardo dritto dentro la mia anima. «Credevo che dopo tutti questi anni avessi imparato a considerarmi davvero come un fratello. Mi sbagliavo, non ti è mai importato. Non ti è mai importato di nessuno di noi. Addio Edward.»
Si allontana. Gli sento percorrere al contrario il tragitto che ha compiuto per arrivare, adesso però i suoi passi sono lenti, privi di entusiasmo, strascicati. Alla fine sento anche la porta d’ingresso chiudersi piano, con un delicato clic e non col tonfo violento che mi aspettavo. E percepisco anche il momento in cui il mio cuore smettere di battere. So che non è possibile, sto respirando quindi quel misero muscolo che mi tiene in vita non ha cessato di funzionare, solo che non riesco ad avvertirlo.
Rimetto a posto i pantaloni, chiudo la zip e la cintura. Nella stanza si sente solo il mesto pianto della donna che stavo scopando pochi attimi fa. Mi fa ancora più schifo di prima e certamente non suscita in me nessuna pietà.
Abbasso lo sguardo e la vedo fissare il prezioso anello che porta al dito. Stupida idiota! Avrebbe potuto avere il mondo se soltanto si fosse comportata come ci si aspetta da una futura sposa.
Avrebbe potuto avere mio fratello, maledizione! L’uomo migliore del mondo, invece ha preferito buttare tutto al cesso per una scopata con uno stronzo come me. Peggio per lei!
Io non ho niente da recriminare. I miei metodi non saranno i più ortodossi, ma non ho trovato soluzioni alternative per fargli capire quanto stesse sbagliando legandosi a una così.
Starà bene però. Presto conoscerà una donna degna di lui, che lo ami davvero e che non punti solo al suo patrimonio. Presto. Nel frattempo avrà una figura da odiare, su cui far ricadere la colpa della propria tristezza: me.
«Vai via», sussurro senza neanche guardarla.
«Cosa?» mi chiede come se cadesse dalle nuvole.
«Vattene», scandisco sperando di non dovermi ripetere ancora. Noto con la coda dell’occhio che mi rivolge uno sguardo sconvolto.
«Mi stai mandando via?», mi chiede sottovoce. «Mi hai sedotta, mi hai scopato, hai mandata al diavolo la mia vita e adesso mi sbatti fuori?» continua, alzando progressivamente la voce, sino a divenire tanto acuta da farmi dolere le orecchie.
È furiosa con me. Riderei se non provassi una tale tristezza. Mi si avventa contro, le tengo ferme le braccia quando tenta con ogni forza di arrivare al mio visto, di graffiarmi, di cancellare la sua colpa, riflessa nei miei occhi.
La stacco da me e, senza troppe cerimonie, la lascio ricadere indietro sul letto. Mi riavvicino a lei, il mio volto a pochi millimetri dal suo. Tutto ciò che sono riuscito a celare davanti a Emmett si riversa fuori di me quando, stringendole il mento tra le dita, le ringhio contro: «È vero, piccola idiota senza speranza, ti ho sedotto, ti ho scopato - anche se non è stata certo la migliore esperienza della mia vita - e la tua vita è andata a puttane, ma devi ringraziare solo te stessa per questo. Non ti ho costretto a fare niente. Era dalla tua bocca che uscivano le suppliche per avere il mio cazzo ed era esattamente questo che mi serviva per far capire a mio fratello quale lurida puttana volesse sposare. E adesso che ho raggiunto il mio scopo, levati dal cazzo. Non ho altro tempo da perdere con te.»
Furente, dolorante e umiliata come non è mai stata, si riveste e lascia, finalmente, il mio appartamento.
Apro le finestre per far sparire l’odore del sesso che pregna la stanza da letto, poi mi sposto nel soggiorno e mi verso un whiskey, il primo di una lunga serie, vista l’intenzione di scolarmi l’intera bottiglia.
Guardo l’ambiente che mi circonda senza provare nessuna emozione. In tanti farebbero carte false per avere ciò che io possiedo da sempre, ma a me non è mai importato.
Ho invidiato Emmett quando mi ha presentato Isabella. Aveva l’aria semplice e allo stesso tempo sofisticata, con quei capelli scuri e i grandi occhi marroni. Prometteva amore e devozione, tutto ciò che in cuor mio ho sempre bramato e temuto allo stesso tempo.
Peccato si sia rivelata una sgualdrina, un’arrampicatrice della peggior specie.
Mi massaggio il petto, quasi il lento movimento della mano fosse in grado di alleviare il dolore bruciante che sento dentro. Ci sono già passato, ho già perso tutto una volta e sono sopravvissuto, questa volta non sarà differente. Eppure quello che sento adesso è ancora più forte di quando più di vent’anni fa, tornando a casa con la ragazza pagata per portarmi e riprendermi da scuola, ho trovato i miei genitori, morti entrambi per mano di mio padre.
I Cullen si sono battuti per avermi, non volevano che finissi nelle mani di qualcuno che mi avrebbe tenuto con sé soltanto per poter amministrare il mio patrimonio, già incalcolabile allora. Carlisle era amico di mio padre, non si dava pace al pensiero di me nelle mani di qualche sciacallo che mirava ad appropriarsi dei miei beni.
Fu strano all’epoca trovarmi dall’essere figlio unico, amato oltremodo dai miei genitori e con nessun altro al mondo, all’essere il fratello di un ragazzo appena più grande di me e una bambina in età prescolare. E, sì, ammetto di non essere stato una gran compagnia dopo la morte dei miei, ma Emmett si sbaglia, io li amo tutti. Molto più di quanto avrei potuto immaginare. Oltre ogni aspettativa.
Carlisle è stato un esempio, ma anche mio padre lo era prima di impazzire per una gelosia del tutto priva di fondamenta. Esme, sua moglie, mi ha sempre trattato come se mi avesse partorito, senza mai fare differenze con gli altri. Emmett è stato paziente, buono e disponibile. Alice… beh, Alice non ha mai avuto bisogno di dire o dimostrare niente, era sufficiente che mi guardasse con quei grandi occhi azzurri per farmi cadere ai suoi piedi.
Allora era semplice comportarmi in modo distaccato e scostante, era così che mi sentivo dopotutto. Avevo perso i miei genitori nel modo peggiore e non era mia intenzione affezionarmi a nessuno, rischiando di soffrire ancora. Col tempo mi ero talmente abituato a non dimostrare alcun sentimento che non feci fatica a mantenere l’espressione di uno che raramente prova emozioni.
E adesso ho perso tutto… di nuovo. Annegare i pensieri nell’alcool mi sembra l’idea migliore. Intontirmi, non pensare, fingere che tutto vada bene. Sono bravo in questo, lo faccio da anni, è tutto come sempre.
Domani entrerò nella mia azienda, quella che ho, mio malgrado, ereditato troppo presto, la stessa che ha gestito Carlisle in attesa che fossi abbastanza maturo da occuparmene in prima persona. Sarò ancora l’uomo che ha varcato quelle porte di vetro tutti i giorni per anni.
E sarà tutto perfetto.






Commenti

  1. Sono la prima a commentare? Oh! Wow! E anche wow per la storia!
    E' difficile commentare un contest così. Qui c'è poco di riconducibile a caratteri standard. Il tema del tradimento porta a rivelare i demoni più che i caratteri e nella tua storia c'è un risvolto che rivela la parte brutta dei due amanti: Isabella può essere una troia come può non esserlo, dato che conosciamo solo la 'campana' di Edward, e quest'ultimo sceglie un metodo a dir poco rovinoso, di tre vite oserei dire, per salvare un ipotetico futuro ingiusto riguardante il fratello. Si potrebbe dire 'che zoccola lei' o 'che stronzo lui' o 'che pollo il fratello', ma la realtà dei fatti è che... queste cose accadono e accadono sempre in maniera sbagliata. Non esiste un modo giusto per tradire, o un modo perdonabile. Rimangono solo la constatazione dei fatti e la naturale conseguenza.
    Per quanto riguarda il toto-autrici sono in dubbio tra due di voi e sono curiosissima di sapere se, almeno al 50%, ci ho preso!
    Brava
    -Sparv-

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  2. Vorrei offrirmi come consolazione insieme alla bottiglia di whisky!!! Inizio super hot! Il tradimento è davvero una brutta faccenda se poi è quello di un fratello...che sofferenza! Partendo dal presupposto che sia una cosa da non fare può esistere il modo giusto per farla?
    Georgia

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  3. Come inizio una bella bomba! Ho odiato Edward in questa storia ma poi ci ho pensato ed effettivamente non è il cattivo... Forse non lo è nemmeno Bella... Forse le dicerie sul suo conto erano dettate non da verità ma da invidia e forse ha ceduto a Edward perché lui è bellissimo e ci sa fare... Ma comprendo Edward e rileggendola mi ha fatto tenerezza. Ha preferito perdere di nuovo la famiglia pur di non far vivere una vita di falsità al fratello. Ci aveva provato a parlargli ma lui era sordo... E a mali estremi estremi rimedi! Mi dispiace per Edward e spero che la sua scelta sia quella giusta e che il suo sacrificio sia servito veramente a salvare il fratello!
    Elisa

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  4. Una storia molto cruda e dolorosa, scritta peraltro parecchio bene. Complimenti all'autrice...è riuscita a farmi vivere il dolore di Edward e a sentire la sua sofferenza. Forse anche il suo amore per il fratello, a modo suo.
    Grazie

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  5. Sono rimasta senza fiato. Storia articolata in modo perfetto e scritta altrettanto bene. Una bella legnata sui denti come piace a me. Qui ci starebbe una long. Bravissima.
    Cristina.

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  6. Wow! Doppio wow. Non me l'aspettavo così triste, ma mi è arrivata d'un botto.

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  7. Certo che vorrei il seguito però io... non possiamo lasciare Edward così.

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  8. Scritta in maniera egregia, mi ha lasciata a bocca aperta e senza fiato. Credo che sia terribile trovare a letto il proprio partner con un altro. E se questo altro è tuo fratello... cavolo!! Non ci si riprende più. Edward è quello che fa la parte del più stronzo, anche se a conti fatti, è un sistema obbligato per portare il fratello al ragionamento. Così come è vero che spesso non si crede alle parole di chi, volendoti bene, cerca di farti ragionare e capire una verità che non si vuole vedere e quindi accettare. E il nostro, ha avuto un notevole coraggio nell'esporsi così per salvare il fratello da un futuro con una donna che non era degna di lui.
    Brava, e grazie per questo gioiellino...

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  9. E iniziamo bene... con il tradimento per eccellenza. Non solo a tradirti è tuo fratello ma li cogli sul fatto... orribile.
    Non mi sento di giudicare nessuno anche perché abbiamo vissuto solo la versione di Edward, non sappiamo nulla dei motivi di Bella. Certo la frase infelice "non è quello che sembra" lascia ben poco sperare...
    Complimenti e grazie.

    JB

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  10. In questa storia non so se per Edward ho sentito più odio o compassione. Credo abbia trovato il modo peggiore per aprire gli occhi al fratello, si è giocato la sola famiglia che gli è rimasta e non so se ne sia valsa la pena. Ci sono talmente tanti divorzi... cavolate a parte mi è piaciuta.
    Complimenti e grazie.

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  11. Wow inzio col botto!!
    Il tradimento già di per se è una cosa bruttissima ma in quest caso vedere che è tuo fratello a farlo, anche se per il tuo bene, non è facile e il cuore si spezza dal dolore. Comunque brava :-)

    Rosa DM

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